Citazioni & Citazioni

I giovani, se non sono arrivisti, e senza spina dorsale non entrano nei partiti.

Giuseppe Prezzolini

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La politica è la realizzazione di ciò che sarebbe avvenuto comunque” H.M.Henzensberger

 

 E’ difficile cogliere il significato profondo del corretto agire meritocratico. Il termine meritocrazia si presta infatti a molteplici interpretazioni. Per altro non sempre positive. Una robusta linea critica di sinistra sostiene infatti che una società meritocratica è destinata a implodere sotto i colpi dell’esclusione sociale dei più deboli e sfortunati; prodromi della rivolta. In tal senso deve essere letto il noto libro di Michael Young “The rise of meritocracy”. I rischi esistono, non si può negare: l’assunzione acritica dei principi meritocratici può portare ad una dura stratificazione sociale. Per questo motivo i principi del “merito” devono essere esaminati con attenzione e messi in pratica limando gli eccessi; tenendo ben presenti i principi di solidarietà verso i meno fortunati e concedendo costantemente spazio a coloro che provengono da strati sociali diversi; rispettando tutti i ruoli e tutti gli uomini. Ma ciò non è sufficiente. A garanzia di un procedere meritocratico equanime, deve propagarsi nell’animo sociale una potente coscienza collettiva, una riverberante abitudine a concepire la comunità come un corpo unico, che funziona solo se ogni sua parte è rispettata e funziona. Questo è il “merito” che noi perseguiamo, convinti che solo una nuova élite possa guidare il paese verso il domani.
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J'accuse!
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J’accuse! Ebbene si, io accuso la classe politica nostrana di aver tradito le promesse e le premesse, di aver deluso le attese del popolo genovese e dell’elettorato. La accuso in toto, maggioranza e opposizione all’unisono, Sindaco e Giunta e Consiglio Comunale. La prima, Marta Vincenzi, per aver bloccato la città con la sua incapacità di decidere, la  sua carenza di leadership, i suoi eccessi verbali, talvolta perfino arroganti, le sue costanti vessazioni. Potremmo citare decine di esempi che la condannano senza appello, mi limito ai più clamorosi: le mancate scelte per la costruzione dell’inceneritore e del nuovo stadio, i continui rinvii circa il percorso della Gronda di ponente, la tentennante crociata a favore della moschea, il dubbio esito della vicenda Iride-Enìa, la triste agonìa del Carlo Felice.

 

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La Costituzione immutabile.
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Fervono grottesche polemiche intorno alla sacertà inviolabile della Costituzione Italiana. Siamo quasi al ridicolo, ogni volta che qualcuno si azzarda a proporre la pur minima variazione al testo costituzionale, si alzano grida indignate, si sollevano file di guardiani incerberiti, si strepita alla dittatura. Ma che, siamo impazziti? Da che mondo e mondo i tempi cambiano, le leggi fondamentali si aggiornano, le persone si adeguano. Abbiamo una Costituzione che risale al 1948 e si rifà in parte allo tatuto Albertino ottocentesco. Per di più, è stata redatta in un momento storico particolarissimo, appena usciti da una guerra devastante e profondamente divisi nelle idee e negli obiettivi. Certo, fu un miracolo di sintesi allora, un testo assurto ad esempio per molte altre nazioni. Ma oggi, a distanza di sessant'anni, con quale faccia tosta ci si incaponisce a difenderla tout court, senza neanche porsi il problema se chi vuole corregerla sia o meno nel giusto? La verità è che le motivazioni conservatrici sono soltanto politiche: chi si oppone alla revisione della Costituzione per partito preso, teme che i meriti del rinnovamento vadano ad altri, che le novità vadano a detrimento dei propri interessi personali o di fazione, che il timone del paese finisca irrimediabilmente nelle mani dell'avversario. Ma ora basta, la smettano costoro e si rendano conto che nel futuro dell'Italia ci sarà posto solo per chi saprà adattarsi ai tempi e si aprirà ad un conflitto politico diverso. La Magna Charta è andata in pensione. Ora tocca alla Costituzione Italiana.

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Cena cult "Merito e scuola"
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Giovedì 13 Novembre si è svolta a Genova la cena-cult di Merito dedicata a "Meritocrazia nella scuola". Hanno partecipato una sessantina di persone, tante quanti i posti che il prestigioso ristorante "Il Gozzo" aveva concesso. Sono intervenuti la deputata del PDL Paola Frassinetti, vicepresidente della commissone cultura della Camera, Alessio Saso, consigliere regionale di AN, Maurizio Gregorini, presidente di Merito. Tra gli altri erano presenti Ginafranco Gadolla, presidente provinciale di AN, Walter Marcenaro, consigliere comunale del Gruppo Biasotti, Giuseppe Rotunno, consigliere provinciale AN e molti altri legati a Forza Italia. Si è trattato di un'occasione importante per riunire professionisti, docenti universitari, giornalisti attorno ad un tema scottante che appassiona la politica e il paese tutto.   Gli interventi dei relatori hanno posto l'accento sulla necessità della diffusione di criteri meritocratici all'interno del sistema universitario e scolastico.  

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